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Foto: Alberto Pezzali

Milán en dos colores. Blanco y negro. Los colores más extremos en la vida metropolitana de los personajes que protagonizan Vivere e Morire a Milano. En su paleta no hay espacio para sutilezas o colores intermedios. Su luz, como la de las farolas, casi no llega al suelo. Y es insuficiente para calentar sus existencias. Milán nunca ha sido una ciudad para corazones blandos. Sin embargo, de noche, sobre todo a orillas del Naviglio, también consigue ser melancólica y romántica. Pero atención a perderse…

Ha salido a la venta el nuevo libro de cuentos Vivere e Morire a Milano – Cronache metropolitane de Corrado Ori Tanzi. Para los aficionados a la narrativa italiana del momento.

Portada Vivere e morire a MilanoUna anciana stripper que no se rinde al paso del tiempo, la trágica locura de un chico en la comunidad china, la mujer con el culo más perfumado de la ciudad, los clientes de un hotel muy muy raro, las performances nocturnas y los sueños frustrados de un banquero dotado de un gigantesco miembro, la guerra declarada entre dos nazis por teléfono, la jornada sin fin de un pobre periodista deportivo, el mundo exagerado de una adolescente enorme, el apuro de un joven que engorda sólo por la cabeza, el tercer grado de un jefe del hampa.
Estos y otros insólitos personajes fermentan en un Milán que vive de espaldas a la luz del sol, un Milán casi fantasma. Más que una ciudad que se despierta, trabaja, come, se divierte y va a dormir, Milán es una foto en blanco y negro con personajes que juegan a ser su mobiliario urbano. Y esta sería la crónica de una urbe que habla de una modernidad sin tiempo. Una ciudad que enseña a vivir. O de la que se aprende temprano a morir.

«Ma lo vedi che mi costringi ad ammazzarti?»

Salvatore Provenzano, detto Totò, si alza dalla sedia, si accende una sigaretta e si avvicina alla grata. Butta il fumo oltre le maglie dell’unico spiraglio con cui il magazzino interrato comunica con l’esterno. Una, due, tre boccate in rapida successione. Non sarebbe voluto arrivare a quel punto, ma ormai pensa di non avere più margini di manovra. Non gli piace uccidere. Non gli è mai piaciuto.

La primavera è giunta da qualche giorno alla Barona. Milano è là fuori, ma ancora abbastanza lontana per sentirla di casa. Sud della metropoli, città nella città. Campi strappati alla storia, palazzi inchiodati l’uno all’altro accanto a case da passato remoto. Centro commerciale Tre Castelli, dove la sera, se si cammina sotto i portici, spirito di birra e di piscio prendono direttamente la via delle narici. Un orologio pubblico da anni in ritardo di mezz’ora, uomini che nella bella stagione ciabattono per le strade in canottiera e piccole don¬ne in nero a zoppicare con il carrellino in una mano e due sacchetti della spesa nell’altra.

Tutti nella zona conoscono Totò. Il cognome lo ha aiutato. Nessuno sa se direttamente legato a quello vero di Sicilia. Ma la pronuncia porta a una diffidenza vissuta con rispetto.

Il motociclista inizia a non sentirsi bene. Non è ancora paura la sua, ma quell’incontro comincia a durare troppo perché si tratti di una semplice intimidazione. Se avessero voluto darmi una lezione mi avrebbero conciato subito, pen¬sa. E poi le mani legate dietro la sedia iniziano a intorpidirsi. Guarda l’uomo di schiena e l’idea che quella frase ripetuta più volte contenga una sentenza inizia a turbarlo.

Lui Totò non lo conosce e la cosa si sta rivelando un peccato. Comprensibile, l’uomo non è affatto del quartiere. Se ne avesse conosciuto anche alla lontana la celebrità, gli avrebbe presentato una richiesta di perdono uscita dal più profondo del suo dolore. Totò non è uomo insensibile quando parla il cuore. Invece non ha offerto neanche un atto di contrazione. Solo una difesa basata sul dispiacere per quanto accaduto.

Non ha mai sentito parlare di Salvatore Provenzano detto Totò. La chiave è tutta qua. Di suo ha messo un po’ di boria, quella naturale del milanese arrivato. (…)

(dal racconto Totò della Barona)

Corrado Ori TanziCorrado Ori Tanzi (Milán, 1965) es periodista y escritor. Desde 2013 es creador y coordinador de 8th Of May blog de libros, música y cine de todo del mundo anglosajón. Antes de Vivere e morire a Milano ha escrito la antología de cuentos Prigionieri di un sogno (2001), y ha publicado con la editorial MilanoNera tres historias negras en e-book: Milano fa male (2011), Febbre di Ferragosto (2012) y Hotel Botola (2012).
Ha colaborado en el sitio web de novela negra MilanoNera y ahora escribe sobre libros y música para el sitio web Mescalina, (www.mescalina.it). Es también voluntario en la Biblioteca Jorge Guillén del Instituto Cervantes de Milán.
Lector compulsivo, oyente sin sosiego de musica. La escritura, el andar, el mundo hispánico y el club de fútbol del Milan AC son los otros términos de su personal léxico primario. Vive en Milán. (Pagina:http://8thofmay.wordpress.com)

Donde se puede comprar Vivere e morire a Milano (Portada Vivere e morire a Milano4,99€):